Il Fila

LA COSTRUZIONE

Lo stadio venne creato dal conte Enrico Marone di Cinzano, a quei tempi presidente granata. Enrico Marone creò la Società Civile Campo Torino, con quote versate a fondo perduto, e con il solo obiettivo di acquistare l’area e costruirvi uno stadio con annesso campo di allenamento. Il 24 marzo 1926 viene fatta richiesta di concessione edilizia presso il comune e, dopo l’accettazione, i lavori vengono affidati all’ingegnere Miro Gamba, docente del Politecnico di Torino; i lavori di costruzione vennero seguiti dal commendator Riccardo Filippa. Il terreno su cui sorse era, in quel periodo, in periferia, e venne scelto per il basso costo dell’area.

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LA FONDAZIONE

Questo capitolo della storia del Fila inizia il 19 luglio del 2006, quando un gruppo di visionari (in rappresentanza dei Gruppi Organizzati, del Comitato Dignità Granata, dell’Associazione Memoria Storica Granata, del Centro Coordinamento Toro Clubs e una trasversale rappresentanza granata della Circoscrizione IX), si riunisce con un obiettivo che in quel momento avrebbe potuto sembrare folle. Rompere il vincolo di contemporaneità tra l’edificazione del supermercato (attualmente collocato in Via Giordano Bruno) e i lavori di ricostruzione del Fila. Questo vincolo, pensato per evitare colpi di mano da parte della proprietà Cimminelli, risultava ormai un’arma a doppio taglio. La proprietà del supermercato premeva (giustamente, in fin dei conti) per poter costruire, pertanto il rischio che pur di andare avanti, sul Fila venisse perpetrato un altro scempio era ormai imminente e molto elevato. Quindi la scelta, seppur molto difficile, di far proseguire i “mercanti” e proteggere almeno ciò che ancora restava del Tempio.

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LA RINASCITA

Nel 2006 i tifosi convincono l’Assessorato allo Sport a convocare un tavolo di lavoro per arrivare alla ricostruzione.
La soluzione individuata è quella della nascita di una nuova Fondazione, di cui farebbero parte con il ruolo di garanti anche alcuni rappresentanti della tifoseria. Il percorso si conclude il 25 febbraio 2008 con l’approvazione dello statuto della “Fondazione Stadio Filadelfia” da parte del Consiglio Comunale.

Resta però da risolvere il nodo delle ipoteche che gravano sull’area, come conseguenza del fallimento del Torino Calcio nell’agosto del 2005. Finché esistono le ipoteche la Fondazione non può operare, e solo alla fine del 2010 l’ostacolo viene rimosso dall’Agenzia delle Entrate.

A quel punto finalmente si può procedere, e il 28 marzo scorso, a 5001 giorni dall’abbattimento dello storico stadio, nei locali del Museo del Grande Torino e della Leggenda Granata, il Comune di Torino, la Regione Piemonte, il Torino FC, sette associazioni di tifosi e l’Associazione Ex Calciatori sottoscrivono davanti al notaio, in qualità di soci fondatori, la nascita della Fondazione Stadio Filadelfia, attualmente in attesa di riconoscimento giuridico.

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